Chi ha paura del biotech norvegese? (Parte 2)

Impressionante, quando ho scritto la parte 1 era luglio, le ferie alle porte, te ne vai al mare, non guardi più i listini, quando torni a casa hai guadagnato perché i tuoi titoli devono salire. In agosto funziona in questa maniera.

Mi pare che non sia andata così.

Comunque chi aveva paura del biotech norvegese era EXEL ed il motivo è semplice, in Norvegia c’è Algeta e Algeta ha Alpharadin.

Di Cabozantinib ho parlato spesso ed il mio giudizio non cambia, rimane interessantissimo e molto promettente, ma il discorso lo finirò dopo i dati sul carcinoma midollare della tiroide attesi fra non molto. Oggi si parla di Alpharadin, giù il cappello.

Recentemente Bayer (che detiene i diritti mondiali di Alpharadin, eccezion fatta per gli USA) ha comunicato i dati della fase 3, lo studio dall’ignobile nome di ALSYMPCA (ALpharadin in SYMptomatic Prostate CAncer) nel quale il farmaco ha raggiunto l’endpoint primario nel migliorare significativamente la OS di 2,8 mesi, cioè 14 mesi vs gli 11,2 del braccio di controllo (p value = 0,00185, HR = 0,695) in pazienti con cancro alla prostata resistente alla castrazione (CRPC) e metastasi ossee sintomatiche.

Come se non bastasse ha centrato tutti gli endpoint secondari, il più importante dei quali è  il prolungamento del tempo al primo evento scheletrico (SRE).

Non solo è il più importante, ma è quello che rende Alpharadin unico. Esistono infatti farmaci che producono un miglioramento della OS comparabile ad Alpharadin, anche superiore ed esistono farmaci che ritardano l’avvento del primo SRE, ma un singolo farmaco che faccia tutte e due queste cose contemporaneamente no. Almeno, non esisteva prima.

Il profilo di sicurezza del farmaco è accettabile ed in linea con quello di altri appartenenti alla classe di composti di Alpharadin ed il fatto che sia compatibile e perfettamente integrabile ad altre terapie attualmente vigenti ne fanno un prodotto destinato a cambiare il modo in cui la patologia verrà trattata.

Alpharadin non è approvato ne in USA ne in Europa ma non credo che avrà problemi, già dal 2012 arriveranno verdetti positivi da tutti e due gli enti regolatori.  ALSYMPCA è stato interrotto prematuramente a seguito di una analisi ad interim che ne ha decretato il successo, consentendo ai pazienti sotto placebo il crossover nel gruppo di trattamento attivo, in modo che tutti potessero ricevere il trattamento con Alpharadin.

Visto il numero crescente di farmaci potenzialmente innovativi nel trattamento del cancro alla prostata (penso a MDV 3100 ad esempio), fra qualche anno il panorama delle terapie potrebbe essere completamente rivoluzionato. Se non per gli investitori, questo è un bene per i pazienti.

EXEL quota 5,58$ ed è in caduta libera dopo l’ASCO 2011, evento che ha messo Alpharadin sotto la luce dei riflettori di tutto il mondo. Con metà capitalizzazione spazzata dal vento gelido della scandinavia ed i risultati di una fase 3 che potrebbe cambiare le sorti delle due aziende, un pensierino ad EXEL si potrebbe anche fare… anche se il rischio di trovarsi con un pugno di mosche in mano non è trascurabile. Conclusione? Io aspetto i dati.

Un pensiero su “Chi ha paura del biotech norvegese? (Parte 2)

  1. Pingback: Rumors su Dendreon & indiscrezioni su Algeta.Bavarian Nordic, Cell Therapeutics ed il futuro dei vaccini antitumorali. « CerealKiller

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...