Citazione

Sangamo Biosciences ($SGMO), la mina vagante.

Certo, scrivere mina vagante nel titolo e mettere l’immagine di una bomba ad orologeria è un controsenso, lo so. Diciamo che Sangamo ($SGMO) è una bomba ad orologeria della quale non conosciamo l’ora della prevista esplosione. Meglio?

Lo scorso dicembre un preparato lettore di nome Fabio lamentava, giustamente, la mancanza di interesse da parte delle Big Pharma verso le terapie geniche nel trattamento dell’emofilia a favore dei fattori ricombinanti. Qualcosa è cambiato recentemente, visto che proprio una delle compagnie da lui citate, Sangamo Biosciences ($SGMO) ha siglato un accordo che verte proprio sull’emofilia con Shire ($LON.SHP e sul Nasdaq $SHPGY), un azienda inglese che ha la peculiare caratteristica di avere una quotazione in costante salita dal 2009 a questa parte…

Di Sangamo avevo già scritto in passato, sia perché mi piaceva la storia del “paziente di Berlino”, sia perché a quel tempo la compagnia andava di moda. Stavamo per entrare in piena crisi, Sangamo stava a 3,5$ ed era in corsa con due trattamenti, uno per HIV (SB 728) e l’altro per il trattamento della neuropatia diabetica (SB 509).
A settembre il titolo toccò i 6$, per poi scendere e quasi dimezzarsi sui dati del fallimentare 509.

Qui la storia inizia a prendere una piega diversa.
SB 509 viene messo definitivamente da parte, scelta saggia che purtroppo non molte altre compagnie avrebbero adottato. Sangamo ($SGMO) invece ha il coraggio e la forza di voler concentrare i propri sforzi su quella che definiscono una “cura funzionale” per l’HIV/AIDS e per le future indicazioni che scaturiranno dalla tecnologia in loro possesso. E da qui si arriva ai giorni nostri, passando per l’accordo con Shire.

Emofilia.

Che cosa è l’emofilia

Come spesso accade, ci si accorge della complessità del nostro organismo soprattutto quando qualcosa non funziona a dovere. Così sembra assolutamente naturale che, in seguito ad un piccolo taglio o ad un modesto trauma, la perdita di sangue si arresti rapidamente. Questo risultato, tuttavia, richiede l’intervento di numerose sostanze, normalmente presenti nel sangue.

Se qualcuna di queste sostanze manca, o ve ne è troppo poca, allora l’intero sistema della coagulazione risulta compromesso, ed il sanguinamento, anziché arrestarsi rapidamente, continua a lungo, anche per ore o giorni, causando problemi che, come ben si comprende, possono essere anche molto gravi e drammatici.

Nell’emofilia di tipo A vi è scarsità di un importante fattore della coagulazione: il fattore VIII, una proteina normalmente prodotta dalle cellule del fegato.

Esiste anche l’emofilia di tipo B (nella quale manca invece, il fattore IX), più rara, […] . (da Emofilia.it)

Sangamo è balzata in su di oltre il 20% sulla notizia dell’accordo e per il momento sta sui 5$ (campeggiava nella zona alta dei 4$, precisamente a 4,72$, quando ho iniziato l’articolo).

On January 31, 2012, we entered into a collaboration and license agreement with Shire AG (Shire), pursuant to which we will collaborate to research, develop and commercialize human therapeutics and diagnostics for hemophilia and other monogenic diseases based on our ZFP technology. Under the agreement, the two companies may develop potential human therapeutic or diagnostic products for seven gene targets. The initial four gene targets are blood clotting Factors VII, VIII, IX and X, and products developed for such initial gene targets would be used
for treating or diagnosing hemophilia. Shire has the right, subject to certain limitations, to designate three additional gene targets.

Oltre alla questione monetaria, l’accordo è significativo perché va ad aggiungersi ad una serie di diversificate partecipazioni con aziende di notevole spessore, ad esplicito riconoscimento della bontà del lavoro di Sangamo, anche dopo il fallimento di SB 509. La compagnia ha già presentato dati relativi a modelli murini che hanno mostrato una correzione (“funzionale” come le chiamano loro) del gene che codifica per il fattore IX, responsabile dell’emofilia B attraverso la diretta infusione nel fegato dei soggetti trattati (Nature (2011)475(7355):217-21).

In buona sostanza lo scopo della sperimentazione di Sangamo è quella di risolvere il problema, dato che attualmente l’emofilia si cura somministrando ad intervalli regolari il fattore mancante. Non sono gli unici in gara, sia chiaro, e l’impiego di terapie geniche nel trattamento di questa rara malattia hanno ricevuto validazioni importanti:

Verificata l’efficacia della terapia genica per il trattamento dell’emofilia B. Lo annuncia il New England Journal of Medicine, pubblicando i risultati dei test condotti dai ricercatori dello University College di Londra (Regno Unito) e del St Jude Children’s Research Hospital di Memphis (Usa) su 6 pazienti, 4 dei quali hanno potuto sospendere l’assunzione dei farmaci. A seconda della dose ricevuta, una singola iniezione di un virus innocuo per l’organismo ha consentito di aumentare i livelli della molecola quasi del tutto assente in questi pazienti – il fattore IX della coagulazione – dal 2 al 12%. In questo modo le forme più gravi della malattia potrebbero essere trasformate in forme più lievi, eliminando la continua necessita’ di assumere il fattore IX. (13/12/2011 da salute24

Shire è il partner migliore nel quale potessero sperare, anche se i frutti in questo settore di ricerca potrebbero vedersi fra moltissimo tempo.

 

Glioblastoma.

Altro progetto interessante riguarda il GBM, il glioblastoma multiforme. La collaborazione con il City of Hope (COH) riguarda una fase 1 davvero interessante. I ricercatori del COH hanno messo a punto una proteina chiamata IL-13 zetakine in grado di aggredire e distruggere le cellule cancerogene nel cervello dei pazienti affetti da GBM dopo la rimozione chirurgica della parte asportabile di tumore. Queste proteine ingegnerizzate vengono somministrate dopo l’operazione, molto spesso però  in combinazione con glucocorticoidi per evitare il gonfiamento del cervello e l’eccessiva pressione dello stesso. I glucocorticoidi inibiscono l’azione delle IL-13 zetakine attraverso proteine recettori chiamati, ovviamente, recettori dei glucocorticoidi (GR). Impiegare quindi proteine prive di questo recettore potrebbero quindi rimanere efficaci nella distruzione delle cellule tumorali anche in presenza di farmaci per controllare il rigonfiamento del cervello. 

La collaborazione risale al 2006, gli standard di cura sono cambiati e la difficoltà nel reclutamento aumentata, quindi i dati potrebbero arrivare anche fra molto tempo. Diciamo che si tratta più che altro di un valore aggiunto …

Detto che il programma relativo all’HIV/AIDS rimane il valore maggiore della compagnia, la diversificazione, quando non è dettata dalla disperazione, è sempre ben accetta. Sangamo capitalizza solo 275M$. Dovesse fugare i dubbi rimasti attorno a SB 728, il valore della compagnia sarebbe incredibilmente elevato.

SB-728-T, a ZFN-modified autologous T-cell product for the treatment of HIV/AIDS, is the first therapeutic application of our ZFN technology and is being evaluated in an ongoing Phase 2 and two Phase 1/2 clinical trials. We expect to present preliminary data
from this program at appropriate scientific and medical meetings in 2012.

Già ad inizio marzo abbiamo avuto la possibilità di visionare alcuni dati in due abstract al diciannovesimo CROI (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections) che rafforzano la fiducia nella strada scelta da Sangamo.

Altre date certe non ci sono, ma credo che si possa sperare in un 2012 con diverse novità ad attendere la compagnia.

Il futuro sarà delle terapie geniche, quando anche noi smetteremo di considerare chi viene curato attraverso simili trattamenti come un OGM… Sangamo ci sarà? Io voto per il si e di sicuro rimane una compagnia da tenere d’occhio.

Chi farà loro compagnia? Non sto a fare una lista, ma se state pensando anche ad una compagnia italiana, nata da una costola del San Raffaele, direi che non siete fuori strada.

Un pensiero su “Sangamo Biosciences ($SGMO), la mina vagante.

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